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Lady
Chatterley a
Taormina ________________________ Gaetano Saglimbeni risponde a Bevilacqua con un nuovo libro Mulattiere siciliano di Castelmola, non tenente dei bersaglieri ligure, il vero amante di “Lady Chatterley” Peppino D’Allura, 24 anni, l’invidiatissimo partner della quarantunenne baronessa tedesca Frieda Richthofen, moglie dello scrittore inglese David Herbert Lawrence, nei famosissimi “giochi erotici sotto la pioggia” che ispirarono il più scandaloso romanzo del Novecento - Una lunga storia di “ardenti e furiose passioni”, vissuta per due anni nelle campagne di Castelmola, sopra Taormina, e trasferita poi dallo scrittore Lawrence in un bosco inglese - Perfetta identità tra il mulattiere siciliano ed il guardacaccia inglese Oliver Mellors, protagonista del romanzo dello scandalo - Smentita a suo tempo dallo stesso tenente dei bersaglieri ligure Angelo Ravagli la ipotesi riproposta dopo 32 anni da Alberto Bevilacqua - |
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Sempre più accesa ed intrigante la singolarissima disputa
sessual-letteraria (che va avanti da decenni, a colpi di libri) sul nome
del fortunato mortale che affiancò nei “giochi erotici sotto la
pioggia” la affascinante ed esuberante baronessa tedesca Frieda
Richthofen, moglie dello scrittore
inglese David Herbert Lawrence ed ispiratrice del celebre romanzo-scandalo
L’amante di Lady Chatterley, scritto dal
marito nel lontano 1928.Da un lato, lo scrittore |
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| parmense Alberto Bevilacqua, il quale in Attraverso il tuo corpo (Mondadori 2002), riprendendo una vecchia ipotesi a suo tempo seccamente smentita dallo stesso interessato, sostiene che | Il giornalista Gaetano Saglimbeni, autore di Lady Chatterley e il mulattiere (Armando Siciliano Editore) , durante la presentazione del libro a Taormina, nel salone del palazzo dei Duchi di Santo Stefano, sede della fondazione Mazzullo. (La foto e quelle delle due pagine che seguono sono di Alessandro Selgi) | |
| l’invidiatissimo
partner della
signora (un modello, poi, per il
guardacaccia Oliver
Mellors del romanzo) fu il tenente dei bersaglieri emiliano-ligure
Angelo Ravagli, che incontrò Frieda Lawrence a Spotorno nel 1926 e la
sposò in America nel 1950, vent’anni dopo la morte dello scrittore;
dall’altro, il giornalista Gaetano Saglimbeni, siciliano di Taormina,
ex redattore ed inviato del settimanale Gente, il quale in un libro
appena uscito dal titolo assai eloquente, Lady Chatterley e il
mulattiere (Armando Siciliano Editore), conferma e racconta con dovizia
di particolari e testimonianze quello che per primo rivelò molti anni
fa su settimanali e quotidiani (e sintetizzò in un capitolo di due suoi
libri, I
peccati e gli amori di Taormina ed Album Taormina), e cioè che il vero
amante di Lady Chatterley fu un giovane mulattiere siciliano, Peppino D’Allura,
che la signora Lawrence incontrò a Taormina sei anni prima del
bersagliere Ravagli e con il quale si abbandonò in un vigneto sopra
Castelmola ai famosissimi “giochi” sotto la pioggia (ambientati poi
da Lawrence in un bosco inglese, nella immensa tenuta dei Chatterley, a
Wragby). Gli incontri tra la quarantunenne baronessa ed il ventiquattrenne mulattiere siciliano avvennero dal 1920 al ‘22, nei due anni e un mese che Lawrence trascorse con la moglie a Taormina, quando il trentacinquenne scrittore sperava ancora di poter guarire, al caldo sole di Sicilia, dalla tisi che gli aveva già corroso i polmoni. Il mulattiere D’Allura lavorava nelle proprietà di una ricca signora inglese che aveva la sua residenza in collina, oltre Castelmola. Frieda Lawrence andava da lei a prendere il tè, spesso a pranzo, scarpinando per trazzere e viottoli impervi. Ed era stata l’amica a metterle a disposizione mulo e mulattiere. Peppino andava a prendere la signora Lawrence davanti alla casetta di via Fontana vecchia, allora periferia di Taormina, e si avviavano insieme su per la collina: lei in sella, lui a piedi. All’ora del tramonto, poi, rifacevano la stessa strada per il ritorno. Ed un giorno l’amica in collina attese invano l’ospite per l’ora di pranzo: un improvviso temporale d’estate bloccò Frieda ed il mulattiere poco oltre l’abitato di Castelmola. Dovevano ripararsi in qualche posto. C’era un vecchio casolare-palmento a portata di strada, al centro di un vigneto. Peppino ne aveva le chiavi: era proprietà del padre. Vi si rifugiarono, con i vestiti fradici di pioggia. Incantevole, divertita ed eccitata da quel contrattempo, la signora baronessa. Il suo giovane accompagnatore, premuroso e impacciatissimo, le trovò un giaciglio fatto di stracci, dietro il paravento di una catasta di ceste e canestri, ed un paio di logori grembiuli per asciugarsi. Ma la signora restò poco all’interno del casolare. Tornò fuori, nuda come mamma l’aveva creata. |
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