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Divi, divine e divani-alcova. 
Splendori e miserie della vecchia Hollywood
 
(Edizioni P&M Associati – Milano, 1997)

        Divi, divine e divani-alcova… C’era il produttore che, per il “provino” alle aspiranti dive, sceglieva il sofà del proprio studio, e chi preferiva l’auto attrezzata ad alcova. “Lo fanno tutte, le ragazze che vogliono fare del cinema”, confessava candidamente la ventenne Marilyn Monroe (allora Norma Jean Baker). “Se tu non vuoi, ce ne sono altre venti, cinquanta, cento dietro la porta, pronte a farlo…”. C’erano (con Marilyn) Joan Crawford, Lana Turner, Betty Hutton, Hedy Lamarr, Jane Russell, che su quei divani edificheranno le loro fortune, ed altre che strada ne faranno poca o finiranno drammaticamente nel vortice dei sogni infranti.
      
       “Eravamo gentaglia, noi del cinema; una banda di farabutti, ammalati di sesso, rozzi e volgari, viziosi, cinici, ignobili”, rivelerà uno dei pionieri di Hollywood, il regista Cecil B. de Mille. Ma erano le cronache rosa, allora, ad ammaliare il mondo. Ignorate le torbide storie del “grassone” idolo dei bambini Roscoe Arbuckle, che in un’orgia provocò la morte di una starlet stuprandola con una bottiglia di champagne, e del produttore impotente che, la prima notte di matrimonio, percosse a sangue Jean Harlow (la “Marilyn Monoroe degli anni Trenta”). Silenzio assoluto sulla tragicomica avventura del “monello” Chaplin, irresistibile ingravidatore di lolite, che sul panfilo del magnate Hearst tentò di sedurgli la giovanissima amante Marion Davies, e quello, sparando al buio tra i fumi dell’alcol, mandò all’altro mondo uno che con quella storia di corna non c’entrava per nulla. 
      
       Erano piene di favole bellissime, le cronache hollywoodiane di quegli anni. Il mitico super-maschio Rodolfo Valentino non era stato ancora smascherato come “cocotte imbellettata”: si parlava poco delle “amicizie particolari” della “divina” Garbo e del celebre “angelo azzurro” Marlene Dietrich. Esploderanno poi le esilaranti avventure dell’ex cow-boy Gary Cooper sul letto girevole inventato dalla “rossa” Clara Bow per misurare le vertigini d’amore dei suoi”possenti stalloni”, i tumultuosi amori della “bionda esplosiva” Betty Hutton e della “bruna incendiaria” Jane Russell, i “giochi erotici” di Errol Flynn, le “toreade” amatoria della “maja denuda” Ava Gardner; e lo sconcerto del “re delle alcove” Clark Gable per lo sdegnato rifiuto del “bello e dannato” Montgomery Clift di andare a letto con la diciannovenne Elizabeth Taylor prima e con la trentaquattrenne Marilyn Monroe poi.
      
       “Il giornalista Saglimbeni, per vent’anni inviato del settimanale Gente”, leggiamo nel risvolto di copertina del libro, “ha scelto una chiave originalissima per raccontare Hollywood: puntando sul ‘dietro le quinte’, sui personaggi, sulle loro storie, ricostruite attraverso interviste, diari segreti, testimonianze e ricordi non sempre affettuosi, spesso impietosi, dall’agro-dolce al velenoso... Uno ‘spaccato’ di straordinaria vivezza, sapido, intrigante: la vita con tutto quello che di carnale ed effimero, sanguigno e bizzarro, drammatico e grottesco, essa offre e rappresenta (e dà spesso al cinema da rappresentare)…”. 
      
       Storie affascinanti e amare, favole e drammi, amori, peccati, follie e miserie, paillettes e disperazione, suicidi e morti misteriose, dietro le quinte della favolosa “Babilonia di cartapesta”. 

                                                                                                        continua...


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