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Volle sfidare ancora la pioggia, la signora baronessa, correndo su e giù per il vigneto.
Ebbra di gioia, chiamava a gran voce il suo timido e imbambolato
mulattiere, perché partecipasse anche lui alla sua ebbrezza. E poiché
il ragazzo non si muoveva, e non osava neppure liberarsi degli
inzuppatissimi pantaloni e camicia che gli si erano appiccicati addosso,
andò lei a spogliarlo.
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Cominciarono così, complice un improvviso e violento acquazzone dei primi giorni di un caldissimo agosto, i loro “giochi erotici sotto la |
La presentazione del libro Lady Chatterley e il mulattiere al palazzo dei Duchi di S. Stefano, a Taormina. Da sinistra: l'editore Armando Siciliano, il prof. Sergio Di Giacomo, il giornalista Gaetano Saglimbeni, il prof. Rocco Cappello, presidente della fondazione Mazzullo, il dott. Franz Riccobono. | |
| pioggia”, che la
signora baronessa racconterà poi al marito scrittore, nei dettagli più
scabrosi e per lei, certo, non imbarazzanti. “A intuire per primi che sotto le sembianze di Connie, protagonista del romanzo L’amante di Lady Chatterley, si celasse proprio la moglie tedesca dello scrittore Lawrence”, ricorda Saglimbeni, “furono i critici inglesi, i quali bollarono il libro (stampato in una tipografia di Firenze, a spese dell’autore, dopo che gli editori d’oltre Manica si era rifiutati di pubblicarlo per oscenità) come ‘sudicio libercolo di un marito impotente e guardone’. Si trattava solo di stabilire chi si celasse dietro le sembianze del guardacaccia Oliver Mellors”. Impresa non facile, visto il considerevole numero di amanti che Frieda Richthofen aveva avuto in Germania, in Inghilterra (dove si era trasferita giovanissima con il primo marito professore), in Italia ed in altre parti del mondo. Dai giornali inglesi abbiamo appreso che “la inquieta e sessualmente esigente baronessa, in viaggio di nozze con il Lawrence suo secondo marito, non aveva esitato a piantarlo mezza giornata in albergo per appartarsi in una baita sui Pirenei con un boscaiolo spagnolo appena incontrato”. Era stato il tenente dei bersaglieri Angelo Ravagli (34 anni, sposato con una insegnante, tre figli), che la quarantasettenne signora Lawrence frequentò per un anno nella villa di Spotorno data in affitto allo scrittore da uno zio della signora Ravagli, ad ispirare il personaggio del guardacaccia inglese Mellors? E’ una ipotesi di molti decenni fa, che Bevilacqua ha riproposto adesso nel suo libro, ma che era stata esclusa a suo tempo dallo stesso Ravagli. “Il signor Mellors ed io non abbiamo nulla, proprio nulla in comune”, rispose l’ex tenente dei bersaglieri ai giornalisti che andarono a intervistarlo a Spotorno nel 1970, quando rientrò dagli Stati Uniti, settantottenne vedovo e ricchissimo erede della ex signora Lawrence. “L’amante della signora Connie Chatterley”, spiegò, “è un solitario, un malinconico, mentre io sono sempre stato e sono tutto il contrario. Ho letto che faceva benissimo l’amore, il guardacaccia Mellors, ed in questo, solo in questo, ci somigliamo. Voglio però precisare che giochi erotici sotto la pioggia, nel vigneto di Spotorno, io e Frieda non ne abbiamo mai fatti, né qui né altrove’. Aveva “giocato” sotto la pioggia sei anni prima nelle campagne di Taormina, la signora baronessa, con il giovane mulattiere Peppino D’Allura che, a differenza del tenente dei bersaglieri Ravagli, al guardacaccia Oliver Mellors somigliava anche fisicamente, oltre che caratterialmente. Entrambi solitari, malinconici, appartenenti al “solido ceppo contadino” che lo scrittore Lawrence, reso impotente dalla tisi che lo avrebbe portato alla tomba a soli 45 anni, aveva tanto esaltato come simbolo di forza fisica, di virilità. |
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